Home Milano A ognuno il suo eroe: le creazioni dei fan del Lego

A ognuno il suo eroe: le creazioni dei fan del Lego

A ognuno il suo eroe: le creazioni dei fan del Lego
A ognuno il suo eroe: le creazioni dei fan del Lego

Non si smette di giocare perché si invecchia ma si invecchia perché si smette di giocare. Lo disse George Bernard Shaw ma lo sapeva anche il carpentiere danese Ole Kirk Kristiansen che, perso il lavoro a causa della crisi economica del 1929, si riciclò come intagliatore di giocattoli in legno. Nel dopoguerra, sostituendo al legno un materiale ancora nuovo, la plastica, e unendo le parole danesi “leg godt” (gioca bene), inventò il marchio Lego e il proprio futuro.

 

Oggi molti appassionati ignorano il loro debito nei confronti del crollo di Wall Street. Ma hanno ben chiari i tre gradi di illuminazione della filosofia Afol ( Adults Fan Of Lego). Uno. Costruirai i primi modelli seguendo le istruzioni. Due. In seguito modificherai i kit introducendo delle varianti. Tre. Guardando i bricks, i mattoncini, alla fine ti domanderai: cosa posso fare? E ti imbarcherai in grandiosi e originali progetti. Questi capolavori in miniatura sono ora protagonisti della mostra “Hero Bricks” a Wow Spazio Fumetto. Alla casa madre di Billund incoraggiano questa creatività mettendo a disposizione un software libero, il Lego Digital Designer, che consente di scegliere forma e colore dei pezzi e di posizionarli virtualmente, calcolandone il numero necessario per completare il lavoro. Per rifornirsi esistono siti come Bricklink per la compravendita fra privati. Una sorta di eBay super specializzata che nel novembre dello scorso anno è stata acquisita dalla Lego stessa, con qualche mugugno della community che ha lamentato la perdita di indipendenza della piattaforma.

Wow ha deciso di esplorare il fenomeno in connessione, come spiegano il direttore Luigi Bona e uno dei curatori, Luca Bertuzzi, “con l’immaginario legato al museo: fumetti, cinema, videogames”.

Si parte dall’antiquariato, con alcuni pezzi storici, per dare ben presto spazio alla fantasia più sbrigliata. Vediamo quindi robottoni giapponesi e uno scheletro di Terminator. Poi dettagliatissimi set di film come Indiana Jones, Star Trek, Ghostbusters e una scena metacinematografica in cui le navi dei Pirati dei Caraibi sono dirette dal regista con tutta la troupe. Gli esperti potranno riconoscere una riproduzione della DeLorean di Ritorno al Futuro. O la Oscorp Tower di Norman Osborn, l’arcinemico di Spiderman, una robina da 9.000 pezzi creazione del 51enne Damiano Baldini, un signore che sale in Danimarca due volte l’anno, da interlocutore privilegiato dell’azienda. Baldini impila bricks dopo il lavoro, in un magazzino di 60 metri quadrati: “Perché sì, la scimmia Lego esiste. E io a casa voglio occuparmi della famiglia”. Cioè della moglie conosciuta, da vero brickoncello, proprio grazie ai mattoncini, e di due figli. Quello di 3 anni mostra buona propensione: “Con sei pezzi mi ha fatto un’astronave!”, dice Baldini con orgoglio mentre la moglie lo aiuta a completare un caccia stellare di Star Wars. È proprio vero: il Lego lega.