Video – in anteprima
L’inverno colorato di Agliardi
Un brano che anticipa il nuovo album «Non vale tutto».
«L’ho ambientato ai giardini dove vedevo i leoni»
Una Milano silenziosa, accarezzata da una neve leggera, fatta di sguardi e intenzioni sussurrate.
È la Milano di Niccolò Agliardi, città che vive il tempo di un sogno, durante una giornata invernale ai giardini Montanelli.
Qui e ambientato il video del cantautore milanese «L’ultimo giorno d’inverno» (da oggi in esclusiva sul sito del Corriere), brano a metà tra canzone e lettura, che racconta un delicato flusso emotivo di amore, malinconia e speranza, giocato sul contrasto tra i colori.
La canzone anticipa l’album «Non vale tutto», che uscirà il 21 marzo.
Niccolò Agliardi, 36 anni, ai giardini Montanelli (allora giardini di Porta Venezia) ci andava da bambino: «Mi portavano a vedere i leoni quando c’era lo zoo», ricorda.
Ora ci e tornato per girare questo video (con gli attori Susanna Giaroli e Ivan Olita e la regia dello studio Cromazoo), il 21 e il 22 dicembre.
«Faceva freddissimo – rabbrividisce ancora al pensiero – non so come siamo riusciti a sembrare normali, eravamo tutti congelati».Il testo guarda verso la primavera, la fine del gelo.«La rinascita, quando gli alberi a fianco dei Bastioni si colorano di fiori rosa e bianchi, l’ultimo giorno d’inverno».Anche questo un ricordo d’infanzia?«No.
Sono nato in centro, in via Vigna, e ora abito nella zona di Porta Romana.
Amo il mio quartiere.
Multietnico, dove tutti hanno un grande rispetto reciproco».Milano, però, ha anche un altro volto, quello dei problemi sociali, dell’integrazione, dell’inquinamento.«Il mio rapporto con Milano e di amore e diffidenza, mi sfugge qualcosa.
Penso ai ragazzi, che s’indignano poco con chi ci governa e non incentiva le forme espressive.
Si devono creare nuove domande, non dare vecchie risposte.
E per l’inquinamento, quest’anno ho comprato una macchina a gas».Di forme espressive, Agliardi ne ha sperimentate diverse.
Dopo la laurea in Lettere (con una tesi sui testi di Francesco De Gregori), alla fine degli anni ’90 ha cominciato a scrivere canzoni (il suo album più conosciuto e «Da casa a casa», del 2008), ha condotto trasmissioni radiofoniche, ha calcato palchi teatrali, ha scritto con Alessandro Cattelan il romanzo «Ma la vita e un’altra cosa».Qual e il centro della sua creatività?«La parola e sempre protagonista.
Attingo sia dal teatro-canzone sia dal cantautorato, ma fuggo da entrambi perché sono innamorato del futuro».Prossimi concerti?«Sto preparando per l’autunno uno spettacolo che intreccia diversi linguaggi: musica, recitazione, video».Nella canzone «L’ultimo giorno d’inverno» lei si rivolge a una donna: «Io non so se sarò con te», dice.
Questa donna esiste davvero? È sua moglie, la fidanzata?«Non sono sposato e nemmeno fidanzato, ma la donna esiste davvero.
Posso rivelare soltanto che…
non e Belén Rodriguez».
